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Prendersi cura della pelle anche in montagna

20 novembre 2009 — Per gli amanti della montagna con la stagione invernale si apre il periodo migliore per viverla appieno. Il freddo e i forti raggi solari sono però un mix che fa tremare la pelle.

Prendersi cura della pelle anche in montagna

Non è di certo l’ambiente diverso a doverci trarre in inganno. Se d’estate al mare usiamo ogni accortezza necessaria per evitare scottature, la montagna non deve farci abbassare la guardia.

Con la temperatura bassa la sensazione del sole che riscalda la pelle è di certo molto piacevole. Non possiamo però dimenticare di proteggere la cute da bruciature ed ustioni, che in questo contesto possono verificarsi più facilmente, perché si avvertono meno i campanelli d’allarme dati dall’epidermide, dopo un tempo d’esposizione eccessivo.

È inoltre oramai consolidato che al di sopra dei tre mila metri gli intensi raggi solari causino un invecchiamento anticipato della cute e possano favorire la comparsa di tumori della pelle.

Non è tanto però l’alta quota a fare da discriminante, perché anche ad altitudini inferiori pelle ed occhi vanno protetti. Un consiglio da seguire soprattutto quando il terreno è innevato, visto che il manto funge da specchio riflettore della luce solare.

Quindi è una buona regola usare creme solari ad elevata protezione, stick labbra e contorno occhi sempre con fattore di protezione elevato e dotarsi di un buon paio di occhiali da sole.

Ma la nostra pelle va protetta sia dal sole che dal freddo.  Infatti  questo causa un aumento della secchezza cutanea e nei casi estremi la cute può rusultare ustionata anche dalle basse temperature.

Questo succede come effetto collaterale di un meccanismo di difesa: la vasocostrizione, che il corpo aziona per rispondere al freddo. Con il restringimento dei vasi sanguini, il corpo per non disperdere il calore, rallenta il flusso del sangue. Ne consegue che la pelle produce così meno grassi per risparmiare energia ed è più vulnerabile ai lavaggi e alle condizioni climatiche esterne.

Le accortezze che si possono avere sono semplici: meglio non usare saponi aggressivi, preferire prodotti che detergono e proteggono la cute, piuttosto che optare per quelli solo profumati. Dopo ogni lavaggio è inoltre buona norma asciugarsi con cura.

Piuttosto delle creme idratanti è preferibile optare per quelle emollienti, ricche di burro e oli vegetali, da usare almeno due volte al giorno, soprattutto in montagna. Non è infatti la carenza di acqua a disidratare la pelle, ma l’incapacità dei grassi di trattenerla.

Dopo una giornata passata al freddo, fa bene sia al corpo sia alla cute una buona tisana, dagli effetti rilassanti, antiossidanti e tonificanti. Ed infine un buon riposo: il metodo migliore per favorire il rinnovamento delle cellule epidermiche!


 

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